50 anni d'Amore - Veneto magazine

50 anni d'Amore

Cleto Munari, designer riconosciuto a livello mondiale come una delle menti creative e artistiche più raffinate e originali, ha sue creazioni esposte nei maggiori musei tra cui il Metropolitan Museum of Art e il MOMA di New York. Una produzione eclettica, una sperimentazione continua tra lusso e oggetti di uso quotidiano.

Maestro Munari, quando è iniziata la sua lunghissima avventura nel design, una passione lunga una vita?

È iniziata tardi, all’età di quarant’anni, dopo l’incontro con grandi architetti e designer come Gio Ponti, Carlo Scarpa, Achille Castiglioni ed Ettore Sottsass. Grazie a loro, in particolare a Carlo Scarpa che ho frequentato quotidianamente, ho cominciato ad assecondare questa passione, questo talento che sentivo dentro di me come un fuoco, che nessun percorso di studi può accendere. È un guardare il mondo immaginandolo, inventandolo.

Carlo Scarpa quindi, tra tutti, lo sente come il suo maestro più importante, in che occasione è nato questo sodalizio?

Ricordo sempre con grande piacere soprattutto il motivo grazie al quale è iniziata questa splendida collaborazione. Eravamo a cena e mi sono rovesciato i piselli sui pantaloni, colpa di una forchetta veneziana a tre punte, bella ma poco pratica, allora gli ho proposto di disegnare una serie di posate di design ma funzionali. Mi ha guardato perplesso, alla fine ha accettato e dopo cinque anni di lavoro abbiamo presentato, nel 1977, il servizio di posate Carlo Scarpa, bello e funzionale, con le forchette a cinque denti!

Lei ha viaggiato in tutto il mondo, ricorda un aneddoto particolare?

Certo che sì… ero in Giappone e Carlo Scarpa mi aveva suggerito di andare a conoscere l’architetto Kenzō Tange, che in un primo momento attraverso il suo assistente si fece negare, ma appena sentì che collaboravo con Carlo Scarpa mi accolse con grande interesse e trascorremmo una giornata piacevole e stimolante che ricordo ancora.

E in Italia?

Divertente è il ricordo di Enzo Ferrari quando con Carlo Scarpa fecero una scommessa se fosse più buona come digestivo la vodka o la grappa. Bene, Carlo Scarpa comprò una distilleria per far vedere al signor Ferrari cosa fossa la vera grappa veneta. E dopo un anno cominciammo a produrla, preparammo anche le etichette, il packaging, tutto, e alla fine sulla mensola del signor Ferrari trovò posto solo la grappa veneta!

 

Cleto Munari, a designer recognised worldwide as one of the most refined and original creative and artistic minds, his creations have been exhibited in major museums including the Metropolitan Museum of Art and MOMA in New York. An eclectic production, a continuous experimentation between luxury and objects of everyday use.

Maestro Munari, when did your very long adventure in design, your life-long passion, begin?

It started late, at the age of forty, after meeting great architects and designers such as Gio Ponti, Carlo Scarpa, Achille Castiglioni and Ettore Sottsass. Thanks to them, and in particular to Carlo Scarpa, whom I met on a daily basis, I began to indulge this passion, this talent that I felt inside me like a fire, which no academic path can ignite. It is a way of looking at the world by imagining it, by inventing it.

So, Carlo Scarpa, of all people, you feel him to be your most important teacher, when did this association come about?

I will always remember with great fondness especially the reason why this wonderful collaboration started. We were at dinner, and I spilled my peas on my trousers, the fault of a three-pronged Venetian fork, which was beautiful but impractical, so I proposed to him to design a series of cutlery that was stylish but functional. He looked at me puzzled, in the end he accepted and after five years of work we presented, in 1977, the Carlo Scarpa cutlery set, beautiful and functional, with five-pronged forks!

You have travelled the world; do you remember a particular anecdote?

Of course, I do… I was in Japan and Carlo Scarpa had suggested that I go and meet the architect Kenzō Tange, who at first, through his assistant, refused, but as soon as he heard that I was working with Carlo Scarpa, he welcomed me with great interest, and we spent a pleasant and stimulating day that I still remember.

And in Italy?

An amusing memory is when Enzo Ferrari and Carlo Scarpa made a bet on whether vodka or grappa was better as a digestive. Well, Carlo Scarpa bought a distillery to show Mr Ferrari what true Veneto grappa was. And after a year we started producing, we also prepared the labels, the packaging, everything, and in the end only the grappa from Veneto found a place on Mr Ferrari’s shelf!

 

Lei è da sempre molto attento all’artigianalità e si è sempre avvalso della collaborazione di artigiani veneti nei diversi settori, in particolare per il vetro ha addirittura acquistato una fornace…

Proprio così, è stata un’esperienza a livello economico impegnativa, ma mi ha permesso di vedere come si creano gli oggetti in vetro, ispirandomi oggetti divenuti iconici, come il vaso con l’occhio, che viene regalato in occasione di premi prestigiosi. E per rimanere nell’ambito dei regali, ricordo con piacere la collezione “The Five Pens”, le cinque penne stilografiche disegnate da cinque architetti designer famosi e regalate a cinque Premi Nobel della Letteratura. Questo è stato un bellissimo progetto che ha unito diverse eccellenze.

Lisa Marra

cletomunari.com

You have always been very attentive to craftsmanship and have always availed yourself of the collaboration of artisans from the Veneto in the various fields, and you even bought a furnace for glass…

That’s right, it was a financially demanding experience, but it allowed me to see how glass objects are created, inspiring me with objects that have become iconic, such as the vase with the eye, which is awarded at prestigious events. And to remain in the field of gifts, I remember with pleasure ‘The Five Pens’ collection, the five fountain pens designed by five famous designer architects and given to five Literature Nobel Prize winners. This was a beautiful project that brought together different excellences.

Lisa Marra

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