Icona di bellezza - Veneto magazine

Icona di bellezza

Verace, femminile, determinata: tre aggettivi per mettere a fuoco una delle protagoniste indiscusse del cinema e della tv italiana. Una che di bellezza mediterranea e genuinità ha fatto i suoi punti di forza, appartenendo a quel ristretto numero di persone che emanano una luce particolare, croce e delizia di chi la felicità se l’è dovuta conquistare a morsi. Dopo essere tornata a distanza di vent’anni sul palco del Festival di Sanremo, dove ha confermato la sua straordinaria abilità nell’arrivare al cuore della gente, Sabrina Ferilli ha conseguito, lo scorso anno, il premio David Spe – ciale per la carriera, frutto di fortunate collaborazioni con registi del calibro di Monicelli, Corbucci, Virzì e Sorrenti – no (che l’ha resa celebre anche oltreoceano con la partecipazione al film Premio Oscar “La grande bellezza”). E mentre si prepara a vestire, per la quinta volta, i panni di giudice popolare a “Tu sì que vales”, festeggia raggiante il suo cinquantanovesimo compleanno con l’ironia che, da sempre, caratterizza una donna che le sue battaglie le ha vinte tutte, compresa quella contro il tempo.

Ha lavorato con illustri nomi del cinema… “Le cose belle si fanno solo con grandi registi, bravi sceneggiatori e validi attori. Nulla si ottiene a caso.”

Che effetto le ha fatto ricevere un Premio alla carriera? “È stata una grande gioia perché arrivava dopo un bel po’ di anni, per la precisione trentuno. Penso di aver fatto sempre al meglio il mio lavoro, con impegno e determina – zione. Questo ha reso il David ancora più gradito.”

Deve la sua notorietà anche a fiction popolari come Com – messe, Le ali della vita, Svegliati amore mio, che spesso toccano temi importanti e di grande attualità. Come sceglie i suoi lavori? “Prediligo le storie che hanno un interesse sociale, civile e possono far riflettere, aggiungendo, però, sempre un pizzico di ironia.

Nella sua carriera ha interpretato tanti personaggi diversi, ce n’è uno in particolare con cui le piacerebbe cimentarsi? “Ce ne sono ancora tanti da fare. Di solito sono più attratta dalle donne forti, indipendenti, determinate perché le sento più vicine a me. Anita Garibaldi è una di quelle.”

Si definirebbe una perfezionista? “Amo fare sempre una cosa alla volta e mi ci dedico con tutta me stessa. Un mio lavoro può non piacere, ma nessuno dirà che è stato fatto senza cura o con superficialità.”

È stato emozionante salire sul palco dell’Ariston dopo vent’anni? “Molto, ma la gioia superava la trepidazione. C’erano artisti con i quali ho iniziato la mia carriera trent’anni fa.”

L’idea di averla al Festival è stata veramente del tredicenne figlio di Amadeus? “Esatto. Il padre cercava una co-conduttrice da affiancare ai nomi che aveva pensato e José ha proposto me, dicendo che ero simpatica a lui e ai compagni di classe. Per questo l’ho abbracciato e ringraziato nel corso della diretta.”

All’interno della sua serata, ha deciso di non esibirsi. “Ho deciso di non ballare, cantare e neppure presentare perché desidero restare nel mio. Io voglio solo fare l’attrice, magari perfezionarmi in questo, ma all’interno della mia sfera artistica. Non amo la confusione di questo periodo storico in cui tutti ambiscono a fare tutto.”

Perchè ha scelto un non monologo, un elogio alla competenza contro la tuttologia di persone e social? “Ho preferito farmi solo delle domande, una rassegna di temi che avrei potuto affrontare per poi non trattarli effettivamente e lasciare spazio a chi ha reali competenze. Le risposte le danno già in troppi, qualcuno deve fare un passo indietro.”

Barbara Carrer

Genuine, feminine, determined: three adjectives to describe one of the undisputed stars of Italian cinema and TV. One who has made Mediterranean beauty and authenticity her strong points, belonging to that small number of people who shine a special light, the cross and delight of those who have had to conquer happiness by the skin of their teeth. After her return to the Sanremo Festival stage twenty years later, where she proved her extraordinary ability to reach people’s hearts, last year Sabrina Ferilli was awarded the David Special Prize for her career, the result of her successful work with directors of the calibre of Monicelli, Corbucci, Virzì and Sorrentino (who also made her famous overseas with her role in the Oscar-winning film ‘La grande bellezza’). And as she prepares to take on, for the fifth time, the role of popular judge on ‘Tu sì que vales’, she is happily celebrating her 59th birthday with the irony that has always characterised a woman who has won all her battles, including the one against time.

She has worked with famous names in cinema… “Good things are only done with great directors, good scriptwriters and good actors. Nothing is achieved by chance.”

How did it feel to receive a Lifetime Achievement Award? “It was a great joy because it came after quite a few years, thirty-one to be precise. I think I have always done the best I could, with commitment and determination. That made the David even more welcome.”

You also owe your fame to popular dramas such as Commesse, Le ali della vita, Svegliati amore mio, which often touch on important and topical issues. How do you choose your films? “I prefer stories that have a social, civic interest and can make people think, while always adding a pinch of irony.”

You have played many different characters in your ca – reer, is there one in particular that you would like to try your hand at? “There are still so many to be done. I am usually more attracted to strong, independent, determined women because I feel they are closer to me. Anita Garibaldi is one of them.”

Would you call yourself a perfectionist? “I always love doing one thing at a time and I dedicate myself to it with all my heart. You may not like my work, but no one will say it was done carelessly or superficially.”

Was it exciting to be on the Ariston stage after 20 years? “Very, but the joy outweighed the anxiety. There were artists with whom I started my career 30 years ago.”

Was the idea of having you at the Festival really that of Amadeus’ 13-year-old son? “Exactly. His father was looking for a co-hostess to go with the names he had thought of and José proposed me, saying that he and his classmates liked me. For that I hugged him and thanked him during the live broadcast.”

During your appearance, you decided against performing. “I decided not to dance, sing or even present because I wish to stay in my own. I just want to be an actress, maybe perfect myself in this, but within my artistic sphere. I don’t like the confusion nowadays when everyone wants to do everything.”

Why did you choose a non-monologue, a praise for competence against the allology of people and social media? “I preferred to just ask myself questions, a review of topics that I could have addressed and then not actually deal with them and leave space for those who have real expertise. Too many people already give answers, someone has to take a step back.”

Barbara Carrer

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