Io sono Shanghai
Nata a Shanghai, Mian Mian è una delle voci più interessanti della narrativa cinese contemporanea. Appartenente alla cosiddetta “generazione post-70”, quella dei giovani cresciuti dopo la Rivoluzione culturale, alla fine degli anni ’80 si trasferisce a Shenzhen per alcuni anni, vivendo in prima persona tutte le contraddizioni di un paese che stava costruendo il suo futuro a un ritmo vorticoso.
Esperienze a tinte forti, reali e drammatiche che avrebbero finito per influenzare fortemente la sua scrittura.
La sua narrativa è fortemente autobiografica, a tratti sperimentale. Servendosi di uno stile crudo e non filtrato descrive gli amori e i dolori della fauna del sottobosco urbano delle notti Shanghai, una gioventù alla ricerca di un’identità, alla deriva nel villaggio globale del quale la Cina del grande boom era entrata a far parte. Di questa eterogenea comunità di scrittori, artisti e musicisti, Mian Mian è stata una delle voci più trasgressive, una figura fra le più influenti della controcultura underground, osteggiata in patria quanto celebrata all’estero, in particolar modo in Europa.
Le sue opere sono polaroid di un’epoca irripetibile, fatta di eccessi, desideri irrealizzabili e sogni di emancipazione infranti dai rapidi cambiamenti socio-economici di cui la sua generazione è stata la prima a patirne le conseguenze. Per questo i suoi romanzi sono un documento sociale oltre che letterario.
Mian Mian è anche un’artista apprezzata e promotrice musicale – ha lavorato come DJ e organizzatrice di eventi a Shanghai, e collabora con grandi maison della moda come Louis Vitton di cui ha curato l’apertura a Shanghai.
Mian Mian vive fra Katmandu e Shanghai. I suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue, ma fino ad oggi l’unico pubblicato in Italia è stato Nove oggetti di desiderio (Einaudi). Il suo nuovo romanzo, Io sono Shanghai uscirà in Italia per Linea Edizioni.
Mian Mian, who was born in Shanghai and belongs to the “post-70s generation”, is one of the most original authors of contemporary Chinese fiction. Having lived in Shenzhen during a period of significant economic change, she transformed her experiences into raw, experimental autobiographical writing. Her novels recount the lives of young urban Chinese people amid love, disillusionment and excess, offering a glimpse into the underground counterculture of which she was a highly influential figure. She was controversial at home but appreciated abroad. Her works provide social and literary portraits of an era of rapid transformation. As well as being a writer, she is active as a music promoter and collaborator in the fashion world. She divides her time between Kathmandu and Shanghai. Her new novel, Io sono Shanghai, is due to be published in Italy by Linea Edizioni soon.
