La musica non mente - Veneto magazine

La musica non mente

Voce da usignolo, ma temperamento da pantera. Quello stesso che, dopo 22 anni e una vittoria (nel 1995 con Come Saprei), l’ha spinta a rimettersi in gioco sul palco dell’Ariston e il 24 giugno, a Campovolo, ha incantato un pubblico di 40mila persone, duettando con Laura Pausini sulle note di You’ve got a friend portata al successo da James Taylor nel 1971. L’occasione era l’epico concerto – così lo hanno definito gli organizzatori – “Italia loves Romagna” a favore delle vittime della recente alluvione, l’artista Giorgia Todrani, per il pubblico semplicemente Giorgia, una delle voci più belle della musica italiana. La cantante romana, pioniera dell’R&B nel nostro paese, da sempre coniuga la potenza del soul con l’eleganza, una musicalità innata con l’ironia, valore aggiunto di ogni sua esibizione. Per lei la musica è uno strumento di autoconoscenza e di coesione: raggiunge, infatti, il suo punto più alto quando viene condivisa. È lì che apre un varco tra il silenzio e la speranza. È lì che diventa magia…

Che rapporto ha con la musica?
“Di verità. È il momento in cui il mio istinto prevale sulla ragione e posso conoscere me stessa. Il linguaggio delle note non mente: quando sei su un palco non esistono maschere.”

A “Italia loves Romagna” 18 grandi artisti si sono uniti all’insegna della solidarietà…
“La musica è uno dei più straordinari strumenti di coesione, cosa di cui si sente davvero bisogno in questo momento storico, ma anche di scambio. Se, infatti, si può suonare e ascoltare da soli, raggiunge l’apice quando viene condivisa, meglio ancora se per una causa così importante.”

Qual era il messaggio che desideravate veicolare?
“L’arte, in casi come questi, può davvero dare una mano, tanto più se si tratta di un’emergenza a favore di una regione composta di persone che, nel bisogno, ci sono sempre state. Ora sono loro a essere in difficoltà. Supportarli con un concerto era il minimo.”

Il motivo per cui è tornata a Sanremo dopo 22 anni?
“Il desiderio di mettermi sempre in gioco, in discussione. E poi c’è il contatto con le persone. È bello, è vita!”

Cosa l’ha colpita nel brano Parole dette male?
“La melodia e il tema: l’idea di lasciar andare il passato e procedere oltre senza rimanerne ancorati”.

Parliamo del duetto con l’amica Elisa…
“È stato l’incontro di due matte (ride). Quando penso alla condivisione di un brano, la prima faccia che mi viene in mente è Elisa. Dopo 22 anni da Luce e Di sole e di azzurro, abbiamo vissuto il Festival come un anniversario, un incontro all’insegna della musica e dell’affetto.”

In trent’anni di carriera, qualcosa non è andato come si aspettava o un brano su cui scommetteva non è  stato apprezzato come meritava?
“Dietro le apparenze era un pezzo per me bellissimo che non è mai uscito, mentre Oro nero pensavo non sarebbe stato capito e, invece, ha incontrato il favore del pubblico. Se mi avessero detto: tra trent’anni sei ancora amata dalla gente non ci avrei creduto.”

Barbara Carrer

Voice like a nightingale, but a panther’s temperament. That same temperament which, after 22 years and one victory (in 1995 with Come Saprei), pushed her back into the game on the Ariston stage and, on 24 June, at Campovolo, she bewitched an audience of 40,000 people, duetting with Laura Pausini on the notes of You’ve Got a Friend, brought to success by James Taylor in 1971. The opportunity was the epic concert – as the organisers called it – “Italia loves Romagna” in support of the victims of the recent flood, the artist Giorgia Todrani, for the public simply Giorgia, one of the most beautiful voices of Italian music. The Roman singer, a pioneer of R&B in our country, has always combined the power of soul with elegance, an innate musicality with irony, the added value of each of her performances. For her, music is an instrument of self-knowledge and cohesion: it reaches its peak when it is shared. It is there that it opens a gap between silence and hope. It is there that it becomes magic…

What is your relationship with music?
‘One of truth. It is the moment when my instinct prevails over reason, and I can know myself. The language of notes does not lie: when you are on a stage there are no masks.”

At “Italia loves Romagna” 18 great artists joined in solidarity…
“Music is one of the most extraordinary instruments of cohesion, something that is really needed in this historic moment, but also one of exchange. If, in fact, it can be played and listened to alone, it reaches its apex when it is shared, even better if for such an important cause.”

What was the message you wanted to convey?
“Art, in situations like these, can really lend a hand, all the more so if it is an emergency for a region of people who have always been there to help those in need. Now it is they who are in trouble. Supporting them with a concert was the least we could do.”

The reason why you returned to Sanremo after 22 years?
“The desire to always put myself on the line, in question. And then there’s the contact with people. It’s beautiful, it’s life!”

What struck you about the song Parole dette male?
“The melody and the theme: the idea of letting go of the past and moving on without getting stuck in it.”

Let’s talk about the duet with your friend Elisa…
“It was the meeting of two crazy women (laughs). When I think of sharing a song, the first face that comes to my mind is Elisa. After 22 years since Luce and Di sole e di azzurro, we experienced the Festival as an anniversary, a meeting in the name of music and affection.”

In your 30-year career, did something not turn out as you expected or was a song you were betting on not appreciated as it deserved?
“Dietro le apparenze was a beautiful song to me that never came out, while Oro nero I thought would not be understood and, instead, it was well received by the public. If someone had told me: in thirty years you will be still loved by people, I wouldn’t have believed it.”

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