Tra progettazione editoriale e promozione culturale: incontriamo Lisa Marra editrice, imprenditrice culturale e fondatrice di Linea edizioni. È, inoltre, presidente dell’associazione Accademia Veneta. Il suo percorso testimonia come competenza, visione e determinazione possano trasformare un’idea in una concreta realtà professionale e culturale.
di Francesco Ferracin
Come nasce Linea edizioni?
Linea edizioni fondata a Padova nel 2015, con sede operativa in provincia di Treviso, è nata da desiderio di creare uno spazio editoriale indipendente capace di valorizzare autori italiani e stranieri, offrendo pubblicazioni che abbiano non solo valore letterario ma anche culturale e sociale. Fin dall’inizio si è voluto proporre un catalogo attento alla qualità e alla crescita del lettore.
Quali sono i valori che guidano le sue scelte editoriali?
Sono continuamente alla ricerca di opere che stimolino il pensiero critico, il confronto, il dialogo e la conoscenza. Credo nella letteratura come strumento di crescita personale e di impegno civile.
Cosa distingue una casa editrice indipendente dalle grandi realtà editoriali?
Indubbiamente la vicinanza agli autori. Ho l’opportunità di seguire ogni progetto con attenzione mirata, instaurando un rapporto diretto e costante che spesso rappresenta un valore aggiunto per chi pubblica con Linea edizioni.
Quali generi pubblica maggiormente?
Il catalogo comprende narrativa, saggistica, classici, arte, architettura, riviste accademiche e di costume. Mi piace mantenere una proposta varia ma coerente con l’identità culturale che contraddistingue la casa editrice. Per i bambini e i ragazzi prediligo pubblicazioni dedicate all’ambiente e al patrimonio artigianale e artistico.
La collana Linea Classici è un progetto peculiare di alto livello. Come è nata?
L’idea è stata del prof. Simone Francescato dell’Università Ca’ Foscari Venezia che mi ha proposto di inaugurare una collana che rappresentasse un ponte tra culture diverse attraverso testi contemporanei stranieri inediti con testo a fronte. Un’occasione per favorire lo scambio linguistico e culturale e far conoscere, attraverso la ricerca universitaria, autori che non sono stati ancora tradotti.
Quanto conta oggi la promozione per un libro?
È fondamentale. Un libro di successo ha bisogno di una strategia di comunicazione adeguata, di eventi e presentazioni per raggiungere un pubblico il più ampio possibile. Promuovere e distribuire oggi non è facile per l’altissimo numero di pubblicazioni nazionali, per cui è necessario avere un approccio capillare da monitorare quotidianamente.
Lei appare sempre più impegnata nell’organizzazione di eventi culturali e festival letterari. Ce ne vuole parlare?
Gli eventi culturali permettono l’incontro diretto tra autori e lettori. Sono occasioni preziose per creare reti interdisciplinari che coinvolgono professionisti, istituzioni, università, scuole e pubblico.
Tali eventi fotografano la nostra società dal punto vista privilegiato della cultura.
Sono orgogliosa di ricordare il festival Treviso Giallo, giunto alla nona edizione; la rassegna Giornate di tutela economico-finanziaria e sociale alla terza edizione e il recentissimo Trieste True Crime alla seconda edizione.
Come vede il futuro dell’editoria italiana?
Il digitale offre sempre nuove opportunità se solo pensiamo all’IA, tuttavia, la cura e il controllo editoriale, la promozione e distribuzione restano fondamentali. L’editoria deve tutelare e conservare la propria funzione culturale ed evolversi, restando fedele all’essenza della letteratura: la capacità di interrogare l’uomo e il suo tempo, dando voce alle sfumature più profonde dell’esperienza umana grazie a parole capaci di imprimersi nella memoria del lettore.
Se penso a Flaubert e al celebre passaggio in Madame Bovary “Nessuno, mai, riesce a dare l’esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza; e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi, mentre vorremmo intenerire le stelle”, non ho dubbi che l’essere umano, con la sua sensibilità e il suo talento, continuerà a rappresentare la fonte più autentica e insostituibile di ogni espressione artistica.
Qual è la soddisfazione più grande del suo lavoro?
Scoprire un autore, accompagnare un libro nel suo “viaggio” verso i lettori e contribuire alla diffusione delle idee attraverso storie che possano conquistarne di nuovi.
Quali progetti ha in programma per il futuro?
Continuare a investire nella qualità editoriale, consolidare le collaborazioni culturali e promuovere autori e opere capaci di costruire un dialogo autentico tra culture e generazioni. Soprattutto… invogliare alla lettura!
Cosa consiglia ai giovani?
Consiglio, per qualsiasi progetto abbiamo, di armarsi di pazienza, determinazione, spirito di sacrificio e fiducia nelle proprie capacità e nella vita. Ed essere sempre curiosi.