Pilar Fogliati: l'armonia dell'imperfezione

L’armonia dell’imperfezione

Di Barbara Carrer 

 Pochi orpelli, bellezza acqua e sapone da studentessa easy chic, incarnato diafano e occhi sorridenti da cerbiatta. Così Pilar Fogliati, talentuosa e poliedrica protagonista di film (uno su tutti “FolleMente” di Paolo Genovese che esplora il caos emotivo del primo appuntamento) e fiction di successo come “Cuori”, veste con classe e disinvoltura i panni dell’antidiva svelando, tuttavia, anche un lato sofisticato e glamour. È apparso con evidenza nella seconda serata di Sanremo 2026 dove l’attrice, nei panni di co-conduttrice al fianco di Achille Lauro e Lillo, ha alternato abiti da sogno di Armani Privé e Cavalli a una mise più divertente e sbarazzina firmata Giuseppe Di Morabito.
A ispirarla, su quel palco come nella vita, la grande Monica Vitti da cui ha appreso il fascino dell’imperfezione, ma anche un prezioso consiglio della nonna…  

(Sala Stampa)  

Cosa ha amato di questo Festival?  

Mi piace l’idea di raccontare l’Italia attraverso la musica, il sentiment, le mode e soprattutto il linguaggio dei giovani, la loro lente di ingrandimento. L’arte si rivela sempre la migliore voce narrante: è meno giudicante e tende a costruire più ponti che confini.  

A giochi fatti, si è divertita?  

Se togliamo la paura di scendere le scale, grazie alle limitate dimensioni del teatro che consentono di concentrarsi più sul pubblico in sala che sui milioni di telespettatori, si riesce anche a divertirsi. Comun- que, ero emozionata, felice di essere su quel palco e anche un po’ gasata (sorride divertita).  

Vedeva Sanremo prima di condurlo?  

Ho iniziato a seguirlo assiduamente negli ultimi die- ci anni grazie al taglio giovane delle recenti edizioni e anche ai social. Prima commentavo dal divano di casa, poi sono stata commentata a mia volta…  

Ha preso ispirazione da qualche collega che l’ha preceduta?  

Dal mio idolo Monica Vitti. Ricordo un suo monologo-antimonologo nel quale affermava che, chi recita, non sa bene cosa fare sul palco dell’Ariston: i cantanti cantano, i ballerini ballano, ma un attore?  

Questa grande artista è stata, per lei, un modello anche nella carriera di attrice?  

Il principale. Ho sempre ammirato in lei bellezza, intelligenza, simpatia, sensualità.
A Monica Vitti non mancava nulla.  

Lei ha una bellezza molto naturale, stile clean girl, ma allo stesso tempo ricercata… Che rap- porto ha con la sua immagine?  

Ci vuole tempo per conoscersi… e imparare ad ac- cettarsi. Lo fai quando smetti di focalizzarti sui difetti e inizi ad adottare una visione di insieme. Allora comprendi che anche l’imperfezione può essere armoniosa e avere il suo fascino.  

Il suo punto di forza?  

I capelli. Come diceva mia nonna: quando sono in ordine sei a metà dell’opera. Ecco perché ci tengo così tanto…  

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