Stile e impegno. What else? - Veneto magazine

Stile e impegno. What else?

Clooney- Amal

Che George Clooney sia innamorato di Venezia è assodato: l’ha scelta come location per il matrimonio da sogno con l’avvocatessa e icona di stile Amal Alamuddin e per “la reunion” con l’amico Brad Pitt, co-protagonista di “Wolfs: Lupi Solitari” fuori concorso, lo scorso anno, alla Biennale Cinema. Non poteva mancare neppure all’edizione 82 della kermesse lagunare. Lì, l’adorabile mascalzone di Hollywood in versione sale e pepe, ma con inalterato fascino, si è fatto perdonare l’assenza alla conferenza stampa di “Jay Kelly”, incantando il red carpet al braccio della radiosa moglie, fasciata in un mini dress fucsia con strascico firmato Jean Louis Scherrer. E se i Clooney non perdono occasione per effondere un’aurea di raffinata eleganza e glamour, rendendo ogni loro apparizione degna di essere ricordata, il bel George, in attesa di girare il sequel di “Ocean’s 14” e il film “In Love” di Paul Weitz, continua a dire la sua su attualità, industria cinematografica, piattaforme streaming, a dimostrazione di come stile e impegno, si rivelino un connubio vincente. 

In “Jay Kelly” di Noah Baumbach, dramedy su un divo di successo in lotta con il tempo e qualche ferita ancora aperta, molti hanno visto dei riferimenti autobiografici…
Il protagonista del film rimette in discussione la sua vita compiendo un viaggio alla scoperta di sé stesso tra presente e futuro, gloria e nostalgia… Il tutto con un tocco di ironia.

Se dovesse indicare una parola chiave per descrivere questo percorso interiore?Sarebbe rimpianto, sentimento molto difficile con cui convivere. Tutti noi, indipendentemente dalla professione che svolgiamo, abbiamo dovuto sacrificare qualcosa di importante come il tempo da dedicare alla famiglia e agli amici più cari. Poi, magari, guardando indietro, ce ne siamo pentiti…

Teme la rivoluzione digitale nel cinema?
Sicuramente la nostra figura professionale subirà dei cambiamenti anche se, la situazione dei giovani, evolverà in senso positivo, offrendo loro maggiori opportunità di lavoro.

Come vive questo successo planetario e il rapporto con un pubblico che la segue con grande affetto e dedizione?
Lo considero un immenso privilegio. Sono passato dalla condizione di chi, per vivere, tagliava foglie di tabacco a 3 dollari l’ora in una fattoria, allo svolgere una professione che mi gratifica e mi diverte. Non posso chiedere di più.

Avrebbe mai pensato, allora, di diventare quello che è oggi?
A quei tempi, quando sentivo un personaggio famoso lamentarsi del fatto che la celebrità limitasse la sua libertà, lo ritenevo un ingrato. Per questo, tendo a non parlare mai di ciò che il mio lavoro mi toglie, ma del molto che mi dà.

 

If you had to choose a keyword to describe this inner journey?
It would be regret, a very difficult feeling to live with. All of us, regardless of our profession, have had to sacrifice something important, like time to devote to family and close friends. And then, perhaps, looking back, we regretted it…

Do you fear the digital revolution in cinema?
Our profession will certainly undergo changes, although the situation for young people will evolve positively, offering them more job opportunities.

So you’re in favor of it?
In my opinion, the film industry benefits from it. We are clearly witnessing a monumental shift, but we need platforms like Apple and Amazon, just as they need distributors.

How do you deal with this global success and with an audience that follows you with such affection and dedication?
I consider it an immense privilege. I went from cutting tobacco leaves for three dollars an hour on a farm to doing a job that fulfills and entertains me. I couldn’t ask for more.

Back then, would you ever have imagined becoming who you are today?
At the time, when I heard a famous person complain that fame limited their freedom, I thought they were ungrateful.

That’s why I tend not to talk about what my job takes from me, but about how much it gives me.

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